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“Dire, Fare, Educare. Un percorso per Milano città educativa” è un percorso partecipato dedicato ai temi educativi e promosso dall’Assessorato all’Educazione e all’Istruzione del Comune di Milano. L’educazione è stata uno dei punti cardine dell’impegno del Comune in questi anni. Ma “per educare un bambino serve un villaggio intero”, dice il proverbio.

Non basta un’amministrazione comunale efficiente. Serve un’intera città che riflette, discute, si confronta, sperimenta attorno ai temi dell’educazione. Serve una responsabilità condivisa sull’educazione da parte di tutti e un’offerta formativa, culturale, educativa capace di uscire dai confini fisici delle scuole per permeare la città, i suoi spazi, le politiche di settore e andare verso ogni persona, nell’ottica dell’apprendimento continuo e permanente. È questa la città educativa.
Per educare una città, servono i bambini e i ragazzi. Serve guardare la città, i suoi spazi e il suo governo con gli occhi delle persone in crescita, tenere conto delle loro esigenze di autonomia, libertà, scoperta, partecipazione. Significa mettere al centro il più piccolo, come azione simbolica di inclusione dell’Altro per eccellenza, come espressione massima della capacità di includere, innovando e guardando alla città di domani. La città educativa è una comunità educante.
E’ un ambiente sano, regolato ed anche protetto, in cui i più giovani possano esplorare e crescere tra diverse opportunità formative, scolastiche ed extrascolastiche. E’ uno spazio in cui insegnanti, famiglie ed educatori stringono un’alleanza educativa attorno ai principi e alle regole e si sostengono a vicenda nel difficile compito di crescere i nuovi cittadini.
Per una città educativa servono scuole di qualità, dalla prima infanzia alle scuole superiori, scuole sicure e adeguate alle esigenze di apprendimento. Servono spazi disseminati per le attività sportive e ricreative, verde pubblico e offerta culturale orientata alle diverse fasi della crescita.
Servono persone adulte qualificate, che con professionalità e dedizione si dedichino alla cura educativa: in primis, servono buoni insegnanti. E anche educatori professionisti e volontari, genitori consapevoli, reti sul territorio fra scuole, istituzioni, servizi sociali, privato sociale, associazionismo sportivo e ricreativo, affinché nessuno resti indietro e sia data l’opportunità a tutti di apprendere presto e bene e di crescere in un ambiente sano e stimolante.
Servono politiche formative rivolte a chi ha (o non ha) completato la formazione obbligatoria, ma ha la necessità di aggiornarsi, aumentare le proprie conoscenze e competenze, riqualificarsi, essere ri-orientato nel mercato del lavoro. La città educativa è la città dell’apprendimento continuo e per tutto l’arco della vita, la città in cui il sapere e la formazione sono cardini della coesione sociale e dello sviluppo.
Per una città educativa serve un progetto lungimirante, capace di interpretare i rapidi cambiamenti e trasformarli in azione di governo partecipata e condivisa. Milano in questi anni si è mossa in questa direzione. Milano è già al lavoro per essere una città educativa.
“Dire, Fare, Educare” nasce per fare un bilancio partecipato dell’attività svolta in questi anni e per discutere di educazione e istruzione con il coinvolgimento di tutti gli attori chiamati a svolgere il difficile compito di accompagnare la crescita di bambini e ragazzi
Il percorso, supervisionato dal Comitato Scientifico, si svolgerà attraverso numerose iniziative pubbliche, tra Dicembre 2015 e Marzo 2016, in cui avremo occasione di confrontarci sulle diverse tematiche: dall’educazione della prima infanzia alla formazione professionale, dalle sfide per la genitorialità responsabile alle alleanze educative fra la scuola e gli attori del territorio, dal contrasto alla dispersione scolastica alla valorizzazione delle esperienze di successo della città di Milano.
L’evento finale si terrà nei giorni 18,19 e 20 Marzo 2016 negli spazi della Fabbrica del Vapore, quando presenteremo un documento di proposta per “Milano città educativa”, che verrà costruito lungo il percorso di confronto e discussione dei prossimi mesi.

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